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martedì 9 giugno 2020

STEP#22 Prometeo e l'uomo

Prometeo in un dipinto di Gustave Moreau
Trama:

Prometeo aveva appena deciso di schierarsi dalla parte degli dei nella lotta con i titani nonostante molti suoi fratelli decisero di parteggiare per Crono. Durante le vicende che vanno dalla lotta fino alla celebre punizione di prometeo vengono approfonditi problematiche etiche e filosofiche che tormentano l’eroe “amico dell’uomo” per antonomasia.

 

Episodio 1:

Prometeo con i suoi numerosi  fratelli vivevano tra gli uomini e brillavano per saggezza, ma presto vennero corrotti dalla carne e cedettero alle tentazioni del vizio e dell’avidità, così gli dei capitanati da Zeus dovettero intervenire distruggendo la loro città. Solo pochi tra i suoi moltissimi fratelli  sopravvissero alla catastrofe tra cui Atlante e Menezio che si schierarono dalla parte di Crono e, con tutti gli altri titani, marciarono verso il monte olimpo. Prometeo decise invece di parteggiare per gli dei, capendo gli errori commessi dai fratelli e tentò invano di farli rinsavire, ma fallì. Si trovò a questo punto dinanzi ad un grandissimo dilemma: combattere per ciò che riteneva corretto e condannare i fratelli oppure parteggiare completamente per la famiglia per proteggere coloro che amava. Questo dilemma lo bruciò dentro (step 7) e con numerose difficoltà decise di seguire la sua giustizia, estrasse la spada e dalla parte degli dei era pronto a morire per ciò in cui credeva.

 

Episodio 2:

La battaglia si rivelò particolarmente cruenta con una vittoria finale, non del tutto scontata degli dei olimpici. Crono e gli altri titani vennero imprigionati nel Tartaro mentre ai fratelli di prometeo toccarono punizioni esemplari, come Atlante che venne condannato a sorreggere il cielo per l’eternità. Il contributo di Prometeo per l’esito finale della guerra fu evidente ed entrò nelle grazie di Zeus tanto che ottenne libero accesso alla vetta dell’Olimpo e ebbe l’incarico di forgiare l’uomo usando il fango per il corpo ed il fuoco per l’anima(step1 step2). Come ogni padre anche prometeo amava i propri figli ed era pronto a tutto pur di alleviare le loro sofferenze, ne diede una priva prova quando venne incaricato da Atena di distribuire un determinato numero di qualità che però gli risultarono non sufficienti  decidendo allora di sottrarre alla dea uno scrigno contenente intelligenza e memoria per poterlo donare all’umanità. Zeus iniziò a vedere di cattivo occhio l’amore di prometeo verso i suoi figli temendo che donando loro troppe conoscenze e virtù sarebbero potuti diventare via via sempre più astuti, furbi e pericolosi.

 

Episodio 3:

Agli albori dell’umanità essi erano ammessi alla presenza degli dei, un po’ perché permetteva alle divinità di pavoneggiarsi, un po’ per approfittare dei doni che volevano dare loro. Gli uomini portarono davanti a Zeus come dono un enorme bue e si decise che metà spettava al padre degli dei e l’altra metà agli uomini, colui che avrebbe dovuto dividere le carni sarebbe stato Prometeo. Il titano nascose le parti migliori del bue sotto la pelle del ventre mentre rivestì le ossa di lucente grasso, facendole apparire appetitose. Zeus scelse il pezzo che riteneva migliore, le ossa, e si infuriò privando l’uomo del fuoco per punirli del torto subito. Gli uomini iniziarono a morire senza il fuoco in preda alle intemperie del Mondo e per la seconda volta Prometeo dovette scegliere se obbedire o fare ciò che riteneva giusto. Decise di restituire il fuoco all’uomo, venne aiutato ad entrare nell’Olimpo da Atena dove prese una fiaccola e la donò all’uomo. Zeus divenne furioso come mai prima di allora, imprigionò Prometeo su versante di una montagna dove una volta al giorno sarebbe giunta un’aquila che gli avrebbe strappato il fegato che sarebbe ricresciuto la notte. Prometeo mosso da una passione cocente e da indistruttibili ideali sacrificò la propria eternità per aiutare i suoi figli .


sabato 30 maggio 2020

STEP#21 Etica del progresso visto come un fuoco

I 4 cavalieri del progresso: scienza, tecnologia, società ed etica
 I 4 cavalieri del progresso: scienza, tecnologia, società ed etica
Come spesso abbiamo evidenziato in questo blog è possibile associare al fuoco una molteplicità di aspetti, strumenti o processi che risultino sostanzialmente ingordi e pericolosi oppure magnanimi e generosi , vista la duplice natura del fuoco stesso. Associando al fuoco un processo che appare quasi incontrollabile come il progresso possiamo evidenziarne le due differenti facce della medaglia. Ritengo che il progresso sia iniziato con la formazione della terra e che si sia declinato poi su i più diversi e disparati ambiti: antropologico, ambientale, sociale, tecnologico, spirituale ed economico sono solo alcuni che mi sono venuti in mente. Analizzando quello tecnologico sono maggiormente evidenti i duplici aspetti benigni-maligni. Indubbiamente ha portato a numerosi benefici sul piano della vita personale e sociale di ciascun individuo, anche solo soffermandosi agli ultimi 50 anni è evidente il miglioramento con il tenore di vita  che si è alzato in maniera decisa. Ma questo progresso non è solo bene, a questo pro ritengo che lo scrittore siciliano Verga abbia creato un immagine perfetta del progresso scrivendo che era come un'onda alla quale non importava che le persone fossero pronte a cavalcarla. Molte sono morte per il progresso che agli occhio di tanti risulta come l'unico vero obiettivo, sia  esso inteso come affermazione nell'ambiente lavorativo ad esempio. E' un' illusione che promette e spesso illude e non mantiene. L'ignoranza delle persone che hanno elevato il progresso a divinità ha portato, ad esempio, alla situazione attuale del nostro pianeta che non sa più come chiedere aiuto. 

lunedì 18 maggio 2020

STEP#16 Dorian Grey come "testimonial" del fuoco

Dorian Grey e la sua anima
Abbiamo già precedentemente analizzato sotto molteplici punti di vista il fuoco, sia per le sue caratteristiche prettamente fisiche sia per quelle simboliche. Dovendo associare e cercare una sorta di personificazione del concetto di fuoco opterei per il protagonista del libro  " Il ritratto di Dorian Grey" che quale venne scritto da Oscar Wilde e pubblicato nel 1890/1891. In Dorian Grey rivedo alcune peculiarità distintive del fuoco come la capacità di ardere, consumare e distruggere, nel corso degli eventi descritti nel libro assistiamo ad un profondo e irreversibile cambiamento del protagonista che dall'essere un ragazzo ingenuo e buono diventa un uomo privo di scrupoli e manipolatore, tutto ciò per via di una malsana filosofia propinatagli da un suo caro amico che lo aveva convinto che la vita andasse vissuta pienamente senza farsi troppi problemi, questo fatto mischiato con il suo ritratto "magico" che assorbiva il trascorrere degli anni e le brutalità da lui commesse lo avevano trasformato in un mostro. Così come il fuoco con lo l'avanzare dei capitoli ci si rende conto di come sia inarrestabile, ottiene ciò che brama e consuma tutto quello che ha intorno. Il fuoco per esistere ha bisogno di qualcosa da bruciare altrimenti si estingue, lo stesso accadde per Dorian Grey che era alla continua ricerca di nuovi stimoli ed esperienze, tanto dall'arrivare all'uccidere e buttare nel fiume uno dei suoi più cari e vecchi amici, colui che aveva realizzato, seppur in maniera inconsapevole, il suo ritratto speciale. Descrivendo così le analogie tra fuoco ed il personaggio diviene quasi paradossale il finale del libro in cui assistiamo alla morte di Dorian GRey per via di un incendio che ha provocato la distruzione del dipinto che si rivelerà essere una sorta di personificazione della sua anima. 

giovedì 14 maggio 2020

STEP#13 Interazione tra il fuoco e l'ingegneria

Come analizzato anche nei post precedenti la potenza del fuoco è, a dir poco, smisurata essendo in grado di modellare, plasmare ma anche di distruggere. A livello ingegneristico è interessante l'approccio alla tematica della sicurezza antincendio, entrata in vigore Italia con un decreto legge del 9/05/2007 in cui si elaborò una strategia per affrontare il problema incendi in modo più scientifico. Si tratta in definitiva di utilizzare dei programmi di calcolo e dei modelli di incendio che consentono (banalizzando) di fornire dati numerici che esprimono ad esempio il rilascio termico del focolare, l’irraggiamento termico sulle strutture portanti o sulle persone, il livello da terra dei fumi opachi, ecc. Ovviamente non è il software che fa tutto il lavoro e spesso si richiede il controllo umano per verificare determinate condizioni. Questo approccio numerico/scientifico ha presentato evidentemente molti vantaggi, ottimizzando i tempi per i controlli dei progetti e la revoca dell'approvazione da parte del corpo dei vigili del fuoco. Come spesso accade l'ingegneria ha snellito un processo che in passato risultava arbitrario e spesso fallace, causando vittime e tragedie, basti solo ricordare l'incendio del cinema Statuto, qui a Torino, in cui persero la vita 64 persone per intossicazione da fumi. 

Immagine cinema Statuto prima dell'incendio 

domenica 3 maggio 2020

STEP#12 Concezioni medievale del fuoco

Il fuoco, inteso come strumento dalla indubbia duttilità strumentale, ha svolto ruoli via via sempre più complessi e diversi nel corso della storia, dall'essere usato solo per riscaldarsi e cuocere (come descritto nel post1 XXXXX) fino al diventare strumento di punizione e tortura. Notiamo come il Medioevo, periodo che va dalla caduta dell'impero romano d'occidente (476) fino alla scoperta dell'America (1453), viene tradizionalmente associato al periodo dei secoli bui in cui la fece da patrone il misticismo, la superstizione e la Chiesa. Il fuoco in questo contesto tenebroso e oscuro in via quasi paradossale aumenta il suo essere tetro. Il fuoco venne elevato a simbolo nella lotta contro le stregonerie che portò al rogo moltissime donne e anche diversi uomini. Il fuoco venne usato dal tribunale dell'inquisizione come simbolo di purificazione dal male in favore di un ritorno alla retta via cristiana ( o almeno ciò che loro ritenevano tale).  Il concetto di purificazione in questo contesto dove paura, ignoranza e obbedienza si mescolano perfettamente in questo teatro dell'assurdo assume un valore quasi paradossale, uccidere allo scopo di purificare sembra un enorme antifrasi. Anche Dante nella divina commedia ha una concezione similare del fuoco, sempre ovviamente seguendo il classico contrappasso dove le pene vengono espiate con punizioni contrarie. 

Sovra tutto 'l sabbion, d'un cader lento,
piovean di foco dilatate falde,
come di neve in alpe sanza vento...


"...chi è quel grande che non par che curi
lo 'ncendio e giace dispettoso e torto,
sì che la pioggia non par che 'l marturi?" ...


"...Dentro dal monte sta dritto un gran veglio,
che tien volte le spalle inver' Dammiata
e Roma guarda come suo speglio..."

Anche Dante dimostra in questo estratto come la concezione medievale del fuoco sia prettamente punitiva, l'inferno è fiamme, il paradiso, invece, luce. 

giovedì 30 aprile 2020

STEP#11 La pandemia vista come un fuoco

Covid-19 visto al microscopio
Il termine " pandemia", la cui origine si suppone sia datata verso il XIX secolo, indica una malattia/epidemia che tende a diffondersi in modo incredibilmente rapido su scala planetaria. Ovviamente,vista la grave situazione che stiamo tutti vivendo a causa del diffondersi del Covid-19, questo termine è diventato quasi di utilizzo quotidiano. La definizione stessa di pandemia, e quindi la natura intrinseca del Covid, presenta le medesime caratteristiche fondamentali del fuoco, La prima distrugge sistemi economici oltre che a mietere vittime, allo stesso modo il secondo fa "terra bruciata", come si suol dire, lasciando il nulla dietro a sé. Un'altra analogia può essere vista nella modalità di propagazione con il Covid che necessita del contatto umano e fa dell'interazione sociale il suo carburante preferito, trovando in questo contesto terra fertile in Italia che, per quanto si possa dire, è una delle terre in cui convivialità, contatto umano e comunità la fanno da padrone. In questo senso il fuoco esiste in funzione di qualcosa che arde, un fuoco senza combustibile non può esistere come il Covid senza contatto.


Città di New York deserta. sublime romantico
terra bruciata, simbolo di infertilità e morte

venerdì 24 aprile 2020

STEP#10 La forza del fuoco nel cinema

La potenza divagante del fuoco con il suo eclettismo simbolico ha preso largo nel cinema occupando diverse scene chiave. Tra i primi che mi vengono in mente c'è sicuramente "Fuoco assassino", scritto da Ron Howard, dove il fuoco viene prima impiegato e poi affrontato direttamente. Anche un altro capolavoro del genere apocalittico quale "The day after tomorrow" pur descrivendo, in un qual senso, un mondo che congela presenta una scena particolarmente significativa sul fuoco che ha permesso ai protagonisti di evitare l'ipotermia. Nonostante la soggettiva bellezza e/o interesse che possono suscitare questi film ve ne è uno che racchiude in una scena tutta la potenza, impeto e voracità del fuoco: "Bastardi senza gloria". La scena del cinema nazista con la seguente morte di tutto lo stato generale e di hitler stesso a causa dell'incendio scoppiato per aver dato fuoco a della pellicola, una vendetta che risulta essere perfettamente in linea con il contrappasso dantesco. Riporto la scena topica descritta brevemente.

venerdì 17 aprile 2020

STEP#9 Concezione distruttiva del fuoco nelle arti figurative



Il dipinto riportato è "L'incendio della camera dei lords e dei comuni" realizzato da William Turned nel 1835 e, ad oggi, conservato nel "Museum of art" di Cleveland (USA). Il pittore romantico ritrae il nel quadro il celebre incendio che ha colpito il Parlamento inglese nella notte tra il 16 ed il 17 ottobre 1834. Il pittore, come elemento tipicamente romantico, ha descritto il sublime (link descrizione accurata qui) soffermandosi sulla parte distruttrice della natura con questa nube di fuoco che, librandosi in aria, incute quasi una sensazione di timore e misto stupore per l'enorme potenza della natura.

STEP#24 Sintesi blog

Nel corso di questi mesi abbiamo sviscerato moltissimi, se non tutti, aspetti del fuoco. Abbiamo esaminato lo sviluppo fono-sintattico del t...