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Yggdrasil, albero del mondo |
Nella
mitologia norrena, Logi (norreno antico "fuoco")
o Hálogi ("alta fiamma") è un gigante (Jǫtunn).Nelle
antiche credenze norrene, Jǫtunn , indica un membro
di una razza mitica di giganti dotati di una forza sovrumana,
descritti in opposizione agli dèi, sebbene frequentemente si
associassero o addirittura si sposassero con essi. Pur non
appartenendo alla schiera degli Æsir né ai Vanir, è la divinità
che rappresenta il fuoco.
Logi
appare nel Gylfaginning (parte dell'Edda in prosa) nel racconto
del viaggio di Thor e Loki per il Jǫtunheimr. Giunti al castello del
gigante Útgarða-Loki, Loki si trova a sfidare Logi nel chi era più
veloce a mangiare. Fu posta una distesa di carne su un lungo tavolo e
i due contendenti iniziarono ognuno da un lato per vedere chi prima
arrivava nel mezzo. Entrambi impiegarono ugual tempo per raggiungere
il mezzo del tavolo, ma Loki divorò della carne fino all'osso,
mentre Logi consumò anche le ossa e persino il tavolo dove il cibo
era stato posto. Successivamente Útgarða-Loki spiegò che Logi era
il fuoco divoratore in persona[2].
Nel Flateyjarbók c'è
la descrizione della famiglia di Logi:
«c'era
un uomo chiamato Fornjót aveva tre figli. Uno era Ægir, un altro
Logi, il terzo Kári; egli comandava sui venti, ma Logi sul fuoco e
Ægir sul mare.»
I
3 fratelli insieme, rappresentano le tre forze primigenie che
plasmarono la Terra. Sua moglie era la gigantessa Glöð,
che gli diede due graziose figlie, Eisa ("brace",
"ceneri") e Eimyrja ("brace
splendente").
Tralasciando
la mera personificazione divina del fuoco, nella mitologia norrena
l’aspetto più significativo è il simbolismo che esso assume.
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Riproduzione Mùspell(link) |
Una
curiosità riguarda la nascita delle stelle secondo il mito norreno
si riferisce a
Múspellsheimr come luogo di provenienza di quei
fuochi, come riporta il testo:
«Poi
presero scintille e fiammelle, che correvano libere, e furono
lanciate fuori dal Múspellsheimr, e le posero nel mezzo del
Ginnungagap nel firmamento, sia in alto che in basso, affinché
illuminassero cielo e terra.»
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Riproduzione tratta dalle descrizioni del gigante Surtr |